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AMBIENTE E SALUTE

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... "E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi." 


                                                                                                      

                                                                                        Sant' Agostino

 

CORSO MEDICINA AMBIENTALE E STRESS OSSIDATIVI

Corso 1 " Medicina Ambientale : la Salute dell' Habitat"

Corso 2 " Dalla Terapia Chelante all' Evitamento: cause, effetti e rimedi allo Stress Ossidativo"

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Prof. Nicola Limardo
Architetto esperto nel settore ambientale. Successivamente studia Fisica Nucleare e diviene esperto in Fisica Quantistica. Nel 2002  docente in Medicina dell’ Habitat presso l’università Europèenne “Jean Monnet” di Bruxelles e nel 2005 ha incarico di docente nei corsi di specializzazione in Medicina dello Sport presso la facoltà di Medicina dell’Università di Siena.
E’ pioniere nel settore dell’ individuazione delle radiazioni naturali del sottosuolo, avendo anche brevettato sia le apparecchiature elettroniche di rilevamento ambientale (Geopotenziometro) che i sistemi di protezione Geoprotex.

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Prof. Mauro Mario Mariani
Medico Chirurgo Specialista in Angiologia, docente a contratto di Nutrizione Biologica presso l'Università  della Calabria, Docente Scuola dI Medicina Biologica e discipline integrate - AIOT.
Associazione Italiana di Omotossicologia, docente Scuola di Formazione in Nutrizione Clinica - AINUC,
Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica.
Partecipa a trasmissioni televisive Rai come Geo&Geo, Linea Blu e Porta a Porta.

Messaggio prof. Ervin Laszlo

Messaggio prof. Ervin Laszlo - GBE Immagini Italiane

 

          

PANDEMIA COME OPPORTUNITA’

 

 Messaggio di Ervin Laszlo[1]

 

 La pandemia globale è un’opportunità per il cambiamento globale - per un cambiamento rapido ed efficace verso un mondo migliore

 

Sebbene alcune persone siano depresse e non vedano la luce in fondo al tunnel, la pandemia che stiamo vivendo è temporanea; passerà alla storia, come tutte le precedenti pandemie. Ma il cambiamento che porta potrebbe essere duraturo: cambiare in meglio o in peggio. Renderlo un cambiamento in meglio è un'opportunità che non possiamo permetterci di perdere.

  

Siamo nel mezzo di una “biforcazione”: il processo che gli scienziati chiamano un bivio improvviso nella traiettoria evolutiva di un sistema dinamico-complesso. Stiamo vivendo il cambiamento sistemico-globale di cui abbiamo discusso, prefigurandolo, per tanti anni. E abbiamo imparato alcune cose su un tale cambiamento. È a senso unico, non può essere invertito. Ma non è predeterminato: consente la scelta. In una biforcazione, possiamo scegliere la strada da percorrere. Per la prima volta nella storia, possiamo scegliere consapevolmente e intenzionalmente il nostro destino. Potrebbe essere un destino luminoso; l'alba di una nuova era di salute e prosperità. Ma qualunque esso sarà, non è predeterminato. Spetta a noi.

 

La biforcazione crea crisi e la crisi, come sappiamo, è sia un pericolo che un’opportunità. In entrambi i casi, è un preludio al cambiamento. La sfida è scegliere il cambiamento che porta a un mondo sano e prospero. E’ un’opportunità reale ma non ricorrente. Non riuscire a coglierla significa tornare indietro: affrontare la prospettiva della nostra sconfitta collettiva. Perché negli ultimi decenni siamo stati esposti a una pletora di crisi, e queste sono state altrettanto globali come la pandemia, ma non necessariamente così fulminee. Esse hanno incluso condizioni altrettanto negative o addirittura peggiori della pandemia. Ad esempio: milioni di persone sono morte a causa di inedia e di penuria, e epidemie e violenze ne hanno portate via altrettanti milioni. Ondate di rifugiati che lacerano il tessuto sociale di  un numero sempre maggiore di società. Siccità che trasformano le fertili terre verdeggianti in pianure aride e senza vita. L'innalzamento del livello del mare sommerge un terzo delle abitazioni umane sul pianeta. Violente tempeste distruggono sia le case dei ricchi sia poveri. E i conflitti locali diventano guerre regionali, che si trasformano in uno scontro nucleare globale. L'elenco potrebbe proseguire, ma la conclusione è chiara. I processi insostenibili che abbiamo creato potrebbero raggiungere inevitabili punti di non ritorno, punti di irreversibilità. O impariamo a vivere in modo sano e sostenibile, oppure lasceremo il palcoscenico della storia. Questa è una lezione che teoricamente abbiamo imparato. Ora la affrontiamo nella pratica.

 

Tornare agli affari come di consueto, alle norme e alle pratiche, ai valori e ai presupposti del passato sarebbe un suicidio. Fortunatamente non è possibile. Meglio così: un altra via si apre di fronte a noi. I sistemi sociali, economici, politici e culturali che hanno strutturato la nostra vita fino ad oggi sono stati scossi alle loro radici. E’ avvenuto un cambiamento dirompente, che è il preludio di un cambiamento epocale, sia esso costruttivo o distruttivo.

 

In un certo senso, la pandemia è una benedizione sotto mentite spoglie. Ci ha fatto capire che siamo una singola famiglia globale: un sistema vivente interdipendente co-evolutivo oppure co-distruttivo. Se non riusciamo a fare buon uso dell'opportunità che ci offre, ci esporremo a una pletora di crisi. Ma se ne facciamo buon uso, possiamo creare un mondo migliore.

 

C'è un'importante lezione da imparare. Nel suo discorso inaugurale, il presidente Franklin D. Roosevelt disse che l'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa. Applicata alle condizioni odierne del mondo, trasmette un messaggio importante e vero. Possiamo costruire un mondo migliore se smettiamo di essere spaventati. Un mondo migliore è a nostra disposizione; sta aspettando di essere costruito. Non c'è nulla da temere se non la paura stessa.

 

Cosa dobbiamo fare allora? È chiaro che dobbiamo pensare in modo costruttivo: osare di sperare e osare di agire per realizzare la nostra speranza. Ma dobbiamo anche agire diversamente; agire come se fossimo parte della rete della vita sul pianeta. Perché lo siamo, anche se la maggior parte di noi né se ne rende conto né si comporta di conseguenza. Abbiamo continuato per anni a ferire il pianeta e così anche noi stessi. Abbiamo ignorato l'interdipendenza e la basilare unitarietà della vita. Dobbiamo avere obiettivi migliori. Non è tanto “Prima il nostro popolo, la nostra nazione", e nemmeno  “prima tutta l’umanità". Per prima viene la rete della vita, poiché esiste ed evolve sulla Terra. Quando la rete è sana e salva, siamo sani e salvi. Allora possiamo prosperare, invece di dover combattere con una crisi dopo l’altra.

 

Il nostro corpo è sano quando è integro e il corpo dell'umanità è sano quando è integro, quando abbraccia e valorizza tutti gli esseri che camminano sulla Terra. Lo sappiamo e lo abbiamo sempre saputo. Ma oggi abbiamo soffocato e seppellito questa conoscenza, a causa della nostra disperata lotta per il denaro e il potere. Abbiamo usato i favolosi frutti del genio umano per raggiungere fini mercenari a breve termine. Abbiamo sviluppato incredibili tecnologie energetiche e informatiche, ma le stiamo usando in modo unilaterale, per raggiungere i nostri scopi senza considerarne le conseguenze. Le nostre tecnologie, allora, rispondono ai nostri desideri a breve termine, ma sono indifferenti ai nostri bisogni a lungo termine.

 

Alcune delle nostre tecnologie hanno sviluppato una vita propria. Stanno modellando la vita e il mondo. Questo è uno sviluppo pericoloso: potrebbe portare a una varietà di "danni collaterali”, persino alla creazione di organismi quasi viventi come i virus maligni.

 

Dobbiamo garantire che le nostre tecnologie siano sicure e che siano a disposizione delle nostre esigenze. Ciò significa raggiungere un sano equilibrio che permetta a tutta la vita sulla Terra di prosperare in armonia. È un compito colossale, ma per affrontarlo non dobbiamo fare affidamento solo sulla saggezza limitata delle nostre autorità e istituzioni. La nostra vera guida non viene dall'alto e oltre, viene dall'interno e dal basso. È la guida che proviene dal nostro senso di chi siamo e di come ci relazioniamo l'uno con l'altro e con la natura. L'autorità che possiamo e dovremmo seguire è profonda e saggia. È il nostro profondo sé. Essere parte della rete della vita, qualsiasi forza o impeto forma e informa tale rete è "in" noi - è nella nostra mente conscia e nel nostro subconscio. E così, istintivamente e intuitivamente, sappiamo che la vita non è solo una giungla dove sopravvivono i più forti, ma un sistema di reciproca armonizzazione, guidato dall'empatia, dal senso di appartenenza e, in definitiva, dall'amore incondizionato. Questo non è solo ciò che ci dicono oggi i profeti religiosi e i maestri spirituali; è ciò che in modo semplice dicono i fisici quantistici, i biologi quantistici e gli psicologi transpersonali.

 

La guida del nostro sé interiore è sana, molto più sana della ricerca incessante di ricchezza e potere. Siamo esseri sociali e possiamo vivere come tali. Vivere in questo modo fa bene a noi e fa bene al mondo. Vivere in armonia con gli altri e con la natura è più sano, più felice e più gratificante che inseguire soddisfazioni egocentriche a breve termine.

 

Quando si tratta di decidere le modalità della nostra vita e il percorso verso il nostro destino, c'è un nuovo traguardo. Possiamo prendere la nostra vita e il nostro destino nelle nostre mani. Possiamo essere il cambiamento che desideriamo vedere nel mondo. Durante una biforcazione globale, siamo padroni del nostro destino. Dobbiamo realizzare tutto questo e metterlo in pratica. La nostra salute, il nostro benessere e la nostra stessa sopravvivenza dipendono da questo.

  

Possiamo ringraziare la pandemia per aver aperto la strada a una trasformazione globale. Ora la strada è aperta verso la creazione di un mondo migliore, un mondo che sia all'altezza del potere e del potenziale dello spirito umano. Quando la pandemia si placherà e passerà alla storia, il nostro compito epocale sarà creare un mondo migliore. Nella storia dell’umanità non c'è mai stato un compito più eccitante o più importante.

 

 

 


[1] Fondatore e Presidente del Club di Budapest; Fondatore e Direttore del Laszlo Institute of New Paradigm Research; autore di Reconnecting to the Source, St. Martin’s Press, New York, 2020.

 

 

Viaggio Turchia Agosto 2012

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